Quella maglia scomoda

Il calciomercato 2012 non è ancora ufficialmente iniziato, ma in casa Napoli c’è già chi viene e chi va, da parecchie settimane ormai subiamo dai media il tormentone Lavezzi su dove giocherà la prossima stagione, su chi sarà intenzionato a pagare la famosa clausola rescissoria di 31 milioni di euro, sulla delusione lasciata ai suoi ormai quasi ex tifosi, sulla vera responsabilità di chi ha veramente voluto lasciare Napoli, se lui stesso, se la società o come molto spesso accade anche a grandi campioni, la compagna della vita, basti vedere Shevchenko e notare la discesa della sua carriera da quando dal Milan si trasferì a Londra (in lacrime) al Chelsea. Ognuno di noi può dire la sua e avere la propria teoria, ma i fatti sono molto chiari e sono sotto gli occhi di tutti, non esistono più, o meglio, sono davvero rarissimi quei calciatori che alla chiamata economica preferiscono le soddisfazioni, l’affetto e il calore che gli regalano ogni giorno i propri tifosi.

Il Pocho molto probabilmente l’anno prossimo giocherà tra le file del Paris Saint Germain, squadra acquistata dall’ennesimo sceicco arabo che non sa in che modo spendere i suoi petroldollari e rileva una squadra di calcio europea, spendendo milioni di euro per acquisti e ingaggi molto spesso in maniera del tutto antisportiva e antiprofessionale contro quelle regole imposteci dal UEFA sul fair play finanziario alle quali tutti prima o poi dovranno abituarsi e causando, secondo il mio modesto parere, la attuale rovina del calcio europeo. Chi ne giova sono certamente i calciatori e soprattutto i loro procuratori che con questi “affari” si assicurano la vecchiaia, ma nello stesso tempo feriscono il cuore di migliaia di tifosi, molto spesso bambini, che togliendo il poster del proprio idolo dalla camera e che alla domanda: ma perché è andato a giocare in un’altra squadra..? la risposta è sempre la stessa: i soldi.

D’altro canto penso che la vendita di Lavezzi sia per il Napoli un ottimo affare dal punto di vista economico, non certo sportivo, con i soldi della clausola il club di De Laurentiis potrà rinforzarsi in vista della prossima stagione che probabilmente lo vedrà da protagonista e inoltre penso che per una squadra sia meglio che chi vuole andare vada, è meglio costruire il futuro su chi vuole restare e ci tiene veramente a quella che è la propria maglia. Un esempio in questo senso è davvero attualissimo ed è il riscatto che il Napoli ha pagato per l’acquisto definitivo di Goran Pandev, circa 7,5 milioni, dettato anche dalla grandissima volontà dello stesso giocatore a restare tra le fila azzurre per i prossimi tre anni con opzione per il quarto, riducendosi addirittura l’ingaggio pur di giocare con la maglia del Napoli. Dopo aver formalizzato il contratto il giocatore macedone ha dichiarato: Sono al settimo cielo. Volevo Napoli e il Napoli a tutti i costi dopo questo anno in cui mi sono sentito come a casa. Ho grande fiducia nel progetto e sono convinto che la vittoria della coppa Italia sia stato solo l’inizio di un grande ciclo. Spero di chiudere la carriera a Napoli”.

Concludo solo dicendo che quella maglia può essere scomoda, ma solo per chi non la merita veramente.

 

Gabriel de La Cruz